Gerace, la Città delle Cento Chiese e la Maestosità della sua Cattedrale

Un viaggio tra la spiritualità bizantina, l’imponenza normanna e i tesori del Museo Diocesano nel cuore della Locride.

Gerace appare al visitatore arroccata su una rupe di tufo che domina la costa ionica della Calabria.
Il nome Gerace deriva dal greco Hierax (gerfalso/sparviero), legato alla leggenda secondo cui sarebbe stato uno sparviero a guidare gli abitanti di Locri in fuga dalle invasioni sulla rupe protetta di Gerace nel VIII secolo.
La città delle 100 chiese:
Definita storicamente la “Città delle Cento Chiese” per l’incredibile densità di luoghi di culto edificati tra l’epoca bizantina e quella moderna, questo borgo conserva un fascino senza tempo dove la storia d’Occidente incontra l’Anima d’Oriente. Al centro di questo scrigno architettonico svetta la Cattedrale di Santa Maria Assunta, l’edificio religioso più grande della Calabria e tra i più imponente del Mezzogiorno normanno.
La Cattedrale di Gerace, con i suoi 73 metri di lunghezza e 26 di larghezza, è la chiesa più grande della regione Calabria.

L’Esterno della cattedrale: Una Fortezza di Pietra

Osservandola dall’esterno, la Cattedrale si presenta con un’imponente struttura in pietra calcarea dal netto gusto romanico, che richiama l’aspetto di una vera e propria fortezza. Il prospetto è caratterizzato da tre absidi semicilindriche — con la centrale impreziosita da un portale in legno dell’Ottocento — sormontate da due oculi e affiancate da un grande campanile neoclassico rimasto incompiuto.

L’Interno: Solennità e Riciclo Storico

All’interno, l’impianto a croce latina rivela una maestosa aula basilicale divisa in tre navate. L’elemento di maggior fascino è l’enorme “foresta” di 20 colonne in marmo e granito, divise a metà da pilastri centrali: tutti i materiali, differenti per forma e decorazione, furono recuperati dalle antiche ville romane e greche della vicina Locri Epizefiri. Sopra gli archi a tutto sesto, il soffitto a capriate in legno scuro crea un raffinato contrasto con la chiarezza delle pareti.

Consacrata nel 1045 e successivamente ampliata alla presenza di Ruggero II, la Cattedrale di Gerace è un capolavoro che sintetizza con perfezione lo stile bizantino-normanno. La Cattedrale è stata dichiarata “Monumento Testimone di una Cultura di Pace” dall’UNESCO.
Al suo interno, il colpo d’occhio è catturato dal maestoso altare maggiore in marmi multicolori, gemma del barocco scolpita dai fratelli catanesi Antonino e Giuseppe Palazzotto con l’ausilio del messinese Amato. Tra i tanti capolavori custoditi spiccano la cappella gotica del SS. Sacramento (1431), il sarcofago del conte Giovanni Battista Caracciolo e il pregiato rilievo dell’Incredulità di san Tommaso, scolpito nel 1535 dalla bottega dei Gagini. Infine, la suggestiva cripta bizantina — accessibile sia dalla Piazza Tribuna che dall’ala sinistra del transetto — racchiude una preziosa collezione di arredi e arredi sacri.

Nota storica: Considerata il modello di riferimento per le successive chiese normanne in Sicilia, la Cattedrale fondata intorno al 1100 fonda con equilibrio lo stile austero normanno, i dettagli bizantini e le successive aggiunte barocche.

La Cripta, la Cappella di San Giuseppe e i Marmi Barocchi

 

La Cattedrale si sviluppa su due livelli. Scendendo nella Cripta o Chiesa Ipogea, ci si immerge nella parte più antica del complesso:

  • La Cripta a pianta greca: Incastonata nella roccia, custodisce la cappella della Madonna dell’Itria con una splendida statua in marmo bianco raffigurante la Vergine col Bambino collocata sull’altare, delimitata da un elegante arco rinascimentale decorato a intarsi di marmi policromi e chiuso da un’artistica cancellata in ferro battuto.
  • Il Cappellone del Sacramento (o Cappella Barocca): Al livello superiore, il contrasto con la solennità austera della navata normanna è netto. Qui la luce si scalda attorno al maestoso altare barocco ciborio a cupola, impreziosito da intarsi marmorei calabresi e napoletani di straordinaria perizia, che sembrano quasi “accendersi” d’oro sotto l’illuminazione monumentale.
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Il Museo Diocesano – Il del Tesoro della Cattedrale

 

Annesso alla Cattedrale si trova il Museo Diocesano, una tappa fondamentale per comprendere la ricchezza artistica, sacra e culturale della Diocesi di Locri-Gerace.

Il percorso museale e le sue teche custodiscono capolavori inestimabili:

  • La Stauroteca di Gerace: Una croce reliquiario bizantina in argento dorato, filigrana e pietre preziose, risalente al XII secolo, contenente un frammento della Vera Croce di Cristo.
  • I Paramenti Sacri e le Oreficerie: Paramenti liturgici in seta, broccati e ricami in filo d’oro dal ‘500 al ‘700, calici in argento sbalzato e ostensori realizzati da maestri orafi napoletani e siciliani.
  • La Quadreria: Dipinti d’epoca rinascimentale e barocca che mostrano l’influenza della pittura napoletana e fiamminga nel territorio calabrese.

 

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